DRONI

IL FUTURO DEI DRONI IN ITALIA E IN AMERICA

DRONI DA TRASPORTO

AMAZON il colosso USA dell’e-commerce sta portando avanti lo sviluppo di droni per le consegne ai clienti e insiste per ottenere maggiore libertà di testare i propri prototipi.
In una lettera inviata alla Federal Aviation Administration, Amazon ha chiesto deroga alle norme che limitano la capacità delle imprese di testare nuovi prototipi di DRONI, veicoli aerei senza pilota.
Ma Amazon è solo una delle tante aziende USA che hanno già presentato una petizione per l’abrogazione delle normative sull’uso commerciale di aeromobili senza pilota imposte dalla FAA, infatti i droni interessano aziende di svariati settori come: produzione di foto e video dall'alto, aziende agricole per il controllo dei campi, aziende che producono elettricità per il controllo della loro rete elettrica, ecc.) .

Il progetto ”Amazon Prime Air” punta a dotare la compagnia di un sistema capace di consegnare i pacchi in pochi minuti dall’acquisto. Amazon che è la prima azienda al mondo per il commercio on-line, sta portando avanti il progetto ricerca nei laboratori di Seattle con l’obiettivo di sviluppare un sistema di droni in grado di percorrere più di 50 miglia all’ora (80 km/h) e di trasportare un carico utile fino a 2 kg di peso.
In effetti con la tecnologia attuale sembra impossibile prevedere consegne di pacchetti da parte di robot, i pericoli sarebbero davvero troppi, però l’interesse della Silicon Valley per i droni è comunque in crescita. Google nel mese di aprile ha acquistato una società specializzata in droni a energia solare a supporto del suo progetto atto a portare la connettività internet nelle parti remote del mondo e la stessa Facebook ha acquisito un team di sviluppo per progettare velivoli senza pilota.

I PRIMI ESPERIMENTI in CANADA e INGHILTERRA

AMAZON non avendo l'autorizzazione per test con i droni negli USA, aveva già iniziato alcuni esperimenti in Canada. I droni di Amazon dovrebbero poter volare per circa 16 chilometri ad una velocità di quasi 90 Km/h portando carichi di circa 2,2 Kg, Per effettuare questi test Amazon ha acquistato un terreno dove volare e sperimentare l’uso di sensori per evitare gli ostacoli, la gestione dei mezzi in caso di perdita del segnale radio, la stabilità durante le turbolenze e l’impatto ambientale.
Però pochi giorni fa, il 21 marzo, è stata annunciata l’autorizzazione da parte delle autorità americane perché Amazon potesse cominciare i test dei droni per le consegne e oggi Diego Piacentini, vicepresidente di Amazon, e braccio destro del fondatore Jeff Bezos, ha detto che i droni per la consegna di pacchi a domicilio "non sono fantascienza, ci sono già”.
Piacentini ha comunicato che è stato creato un centro sperimentale per i test con i droni anche in Europa, a Cambridge, dove già sono al lavoro ingegneri aerospaziali e tecnici per le prove generali di consegne di piccoli pacchi con i droni; infatti Amazon intende usare i droni per le consegne super rapide, entro mezz’ora dall’acquisto, di oggetti dal peso non superiore ai 2,3 Kg, che rappresentano più dell’80% dei prodotti acquistati.
A questo progetto Amazon tiene molto per cercare di vincere la competizione dei DRONI con la cinese Alibaba. Per ora la Federal Aviation Administration (Faa), ha autorizzato Amazon a iniziare test in spazi aperti, ma con alcune limitazioni: voli soltanto durante il giorno, a un’altitudine massima di 122 metri, ed entro la visuale di chi lo pilota.
Amazon inoltre ha depositato un brevetto che prevede droni in grado di comunicare gli uni con gli altri e di «localizzare» il destinatario di un pacco (sfruttando il Gps di uno smartphone), modificando il percorso in base agli spostamenti della persona che deve riceverlo. Inoltre sarebbero previsti più modelli di droni in base a tipologie e mole dei pacchi da recapitare.
In ogni caso, il certificato americano di abilitazione al volo sperimentale, è un grosso passo avanti per Amazon. Bezos sperava di iniziare le consegne “entro cinque anni” e ora sembra che i primi esperimenti possano partire anche dall’Inghilterra, dove le leggi sull’utilizzo dei droni per fini commerciali sono molto più avanti rispetto agli Stati Uniti.

INTANTO ALIBABA INIZIA LE CONSEGNE CON I DRONI
Sembra che la competizione per le prime consegne riesca a vincerla Alibaba, infatti il colosso cinese dell'e-commerce con oltre 22 mila dipendenti e 250 milioni di compratori, ha già ottenuto i permessi per le prove dall’Ente Regolatore dei voli civili cinese e ha stretto accordi di partnership con Shanghai YTO Express, un corriere all’avanguardia che già in passato eseguiva prove di consegne aeree con i droni civili.
I primi esperimenti verranno svolti in questi giorni da Alibaba, che consegnerà pacchetti del peso massimo di 340 grammi ad un ristretto numero di buyer locali, si parla di 450 clienti.



DRONI - LE ULTIME NOVITA'

All'International Consumer Electronic Show 2015, la più grande fiera al mondo dedicata all'elettronica di consumo che si tiene dal 6 al 9 gennaio a Las Vegas è stato presentato Bebop, il drone ultimo nato di casa Parrot, azienda che oramai si è affermata nel settore con droni molto validi e dal prezzo accessibile. Bebop è un drone che ha tra le principali caratteristiche una fotocamera da 14 megapixel con ottica fisheye e riprese fullhd, una stabilità elevata, la possibilità di vedere in tempo reale cosa sta riprendendo la telecamera e la nuova funzione che riporta a casa il velivolo nel caso in cui la batteria sia quasi scarica.




I DRONI IN ITALIA

A Roma, in questi giorni si svolge fino al 31 maggio il Roma Drone Expo&Show 2015, presso l'aeroporto dell'Urbe, seconda edizione del Salone aeronautico nazionale sui droni, dove è stato possibile veder volare decine di modelli diversi di droni, e avere una panoramica su questo nuovo settore industriale.
Durante i convegni che hanno accompagnato sono emerse novità come l'utilizzo dei droni come ausilio nella gestione delle emergenze sanitarie in seguito a calamità naturali e impegni internazionali presso campi profughi, con speciali droni gestiti da un apposito reparto della Croce Rossa italiana.
Non sono mancati momenti spettacolari, come per esempio sabato mattina, il volo in contemporanea 50 droni identici, costruiti dagli alunni dell'Istituto Massimo di Roma con la collaborazione di insegnanti ed esperti esterni

 Un DRONE telecomandato in volo al



Ecco il nostro precedente articolo sul Drone Expo&Show, di Roma tenutosi a maggio del 2014.
Oggi, in Italia, dal 30 aprile scorso con i droni è tutto bloccato, molto peggio che in America...
EXPO & SHOW di DRONI a ROMA I DRONI ormai sono strumenti irrinunciabili per i fotografi e ingegneri, e oggetto di curiosità per migliaia di appassionati, che a maggio di quest'anno hanno affollato a Roma il Drone Expo&Show, il primo salone dedicato ai DRONI i nuovi elicotteri telecomandati.
Eppure, chi li produce non riesce a venderli, e chi fornisce servizi - dalla fotografia all’agricoltura, dalla sorveglianza al monitoraggio - ufficialmente resta a terra. Non si vola per colpa del nuovissimo regolamento dell’Ente nazionale dell’aviazione civile (ENAC) che è entrato in vigore il 30 aprile 2014.
Si tratta del primo testo in Italia a disciplinare i droni. Sino a quella data, infatti, lavorare con i robot volanti era del tutto illegale, anche se centinaia di piccole imprese si erano già buttate nel settore e molte ditte private li usavano.
La normativa italiana è stata concepita in maniera anglosassone e quindi l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) ha dato solo istruzioni di massima, ponendo però alcuni requisiti minimi tra i quali la formazione dei piloti perché non esiste uno standard per il controllo remoto dei velivoli. C'è la necessità, per i piloti, di sottoporsi alla stessa visita medica di chi si cimenta con i voli di aviazione generale e occorre presentare all'ENAC il manuale delle operazioni (ovvero la descrizione della missione da compiere).
Altri due requisiti imprescindibili sono le conoscenze dello spazio aereo e delle regole dell'aria, materie note ai piloti civili e, dallo scorso mese di maggio, l'obbligo di assicurazione. L'ENAC cessa di essere l'ente di riferimento per i veivoli il cui peso supera i 150 chilogrammi e subentra l'agenzia europea per la sicurezza aerea (European Aviation Safety Agency, EASA), di cui fa parte anche ENAC.
I punti principali della nuova norma stabiliscono inoltre che:
- 1) Per diventare costruttore di droni bisogna essere certificati.
- 2) Per lavorare con queste macchine serve un’autorizzazione o un’autocertificazione, a seconda che si voglia operare in aree critiche o non critiche, ossia più o meno pericolose per cose o persone.
Solo l' Enac, può dare il via libera alle aziende, ma per ora si limita a ricevere la documentazione richiesta, riservandosi di verificarne la correttezza. Tuttavia, regolamento alla mano, la stragrande maggioranza delle missioni dei robot alati dovrebbe ricevere semaforo verde dall’ente.
Ma Enac è troppo piccola, non è in grado di gestire la valanga di richieste ricevute dalle imprese che cercano di regolarizzarsi come conferma l’ingegnere Carmine Cifaldi di Enac alla manifestazione di Roma. “Dobbiamo valutare il progetto, le qualifiche del pilota, chi è l’operatore”.
E poi non è solo una questione di dimensioni, ma anche di tempistica. L'Enac ha voluto emanare il più presto possibile la norma per paura che un incidente - finora evitato “per miracolo”, dicono in tanti in questo settore - affossasse il mondo dei droni. Ma in definitiva Enac ha fatto uscire dall' illegalità i droni solo per farli entrare in un limbo in cui non possono più volare.
L’idea dell’ente era di aiutare i professionisti, di venire loro incontro. Ma il risultato che, a oggi, c'è un'unica impresa, Aermatica, autorizzata a lavorare, per di più solo nelle aree non critiche e solo Helicampro, e Nimbus finora hanno il permesso per sperimentare.

MANIFESTAZIONI E NOTIZIE SUI DRONI

MANIFESTAZIONI E NOTIZIE SUI DRONI

I DRONI stanno per rivoluzionare anche il mestiere dei giornalisti e reporter. Sono in grado, infatti, di scattare foto aeree da punti di vista inusuali o di effettuare riprese video in zone pericolose o inaccessibili. E alcune aziende italiane sono pronte a proporre sul mercato dei nuovi droni appositamente studiati per giornalisti, fotoreporter e troupe televisive.
Nuovi droni per giornalisti e fotoreporter saranno presentati per la prima volta durante "Roma drone conference", il ciclo di conferenze sulle applicazioni dei droni organizzato dall'associazione ifimedia in collaborazione con mediarkè. La prima conferenza, che si è svolta a roma l' 8 ottobre, ha affrontato infatti il tema del "drone journalism" patrocinata dall'Ordine dei giornalisti e dall'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac).
Durante la conferenza per la prima volta sono decollati due droni per le riprese-video con tutte le autorizzazioni di Enac, sulla base del nuovissimo regolamento cui sono tenuti gli operatori di droni per le imprese.
Due le aziende coinvolte: Italdron e Flytop, produttrici degli apparecchi multirotori in grado di portare in volo telecamere e macchine fotografiche. Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference, spiega: "Siamo lieti di ospitare il primo volo di un drone su Roma autorizzato dall'Enac. Questo volo dimostra che e' possibile utilizzare i DRONI in aree critiche come una metropoli, nel pieno rispetto delle norme in vigore. Troppi droni volano, un po' in tutta Italia, senza le necessarie autorizzazioni".
La Concordia vista da un DRONE Finora l'unico volo per riprese 'giornalistiche' e' stato quello di un drone noleggiato dalla Cbs per seguire l'ultimo viaggio della Concordia dall'isola del Giglio fino al porto di Genova. Il regolamento non era ancora pienamente operativo e comunque il drone si muoveva in mare aperto su un relitto.
Ma ormai le autorizzazioni dell'ENAC sono indispensabili per far volare in sicurezza i DRONI, oggetti che pesano intorno ai 7 chili e che si possono muovere alla velocita' di 50 chilometri l'ora e quindi su una città o in luoghi affollati possono essere molto pericolosi.

Il 24 e 25 ottobre il Centro Congressi NH (Assago) ospiterà l'evento "Dronitaly", manifestazione professionale dedicata ai droni civili, organizzata con il patrocinio della Fondazione 8 Ottobre 2001 la quale si pone lo scopo di rendere i cieli più sicuri. Saranno presenti anche ENAC e ENAV (Ente Nazionale di Assistenza al Volo)

Ecco alcuni droni in vendita in Italia


DOVE FREQUENTARE I CORSI PER PILOTA DI DRONI

Cesd s.r.l., titolare del marchio Accademia del Volo Cepu, è autorizzata dall’ENAC (prot. 81607-A del 30/07/2014) per l’organizzazione dei corsi teorici per piloti di droni (sistemi APR).
Aeroporto Perugia
Cesd s.r.l. organizza due tipi di corsi per piloti di droni, entrambi iniziano il 26 settembre 2014 (le iscrizioni sono aperte fino a esaurimento posti):
Corso base
Teoria: 35 h di lezioni in aula, divise in due fine settimana (dal venerdì pomeriggio alla domenica pomeriggio)
Pacchetto gold
Teoria: 35 h di lezioni in aula, divise in due fine settimana (dal venerdì pomeriggio alla domenica pomeriggio)
Corso per la redazione del manuale operativo: 8 h
Corso Safety Management: 8h
Assistenza burocratica sulla modalità di presentazione della Dichiarazione come Operatore APR, sulla visita medica e sull'assicurazione (in convenzione)

I corsi si svolgono nell’Aeroporto Internazionale dell'Umbria “San Francesco d'Assisi” a Perugia, sede di Accademia del Volo Cepu (Cesd s.r.l.).

Gli operatori APR riconosciuti da ENAC possono effettuare operazioni specializzate che abbracciano numerosi ambiti civili e commerciali, ad esempio:
  • Agricoltura Creazione di “mappe di vigore”
  • Fotografia e video Riprese di aree difficili da raggiungere, riprese aeree – Fotogrammetria – Riprese fotografiche e video in occasione di eventi e matrimoni
  • Ordine e sicurezza Operazioni di vigilanza e controllo – Sorveglianza beni culturali e monumenti
  • Protezione Civile e Soccorso Controllo del territorio in caso di catastrofi naturali, alluvioni, frane, slavine, aree terremotate, ricerca di persone disperse o che necessitano di soccorso
  • Turismo Riprese aeree per la valorizzazione del territorio


  • Ecco alcuni droni in vendita in Italia


    I DRONI DI AMAZON IN VENDITA IN ITALIA

    Amazon ha aperto un negozio all’interno del suo vasto eStore tutto dedicato ai droni. Amazon ha probabilmente deciso di cavalcare l’onda del successo dei quadricotteri che sono tra i gadget più richiesti di quest’anno. Il negozio dedicato ai droni attualmente mette in vendita solo i prodotti della Parrot e della DJI. Dunque, i clienti Amazon potranno comprare, per esempio, il Parrot MiniDrone Rolling Spider, il Parrot AR.Drone 2.0 Elite Edition o anche il DJI Phantom 2 Vision+.

    Il minidrone Rolling Spider di Parrot si può collegare all’iPhone, iPad o iPod touch tramite tecnologia Bluetooth Smart e prendere i comandi con l’app FreeFlight 3. In un attimo potrai vedere il Rolling Spider librarsi nell’aria ed esibirsi in manovre acrobatiche. Con un tap il tuo Rolling Spider può eseguire un salto mortale di 360°, e basta sfiorare per farlo ruotare di 90° e 180°.
    Il Rolling Spider integra un accelerometro e un giroscopio che misurano e analizzano ogni movimento. La modalità “pilota automatico” corregge angolo e posizione del Rolling Spider
    Il DRONE scatta foto con la mini-fotocamera verticale integrata e la videocamera verticale acquisisce l’immagine di un determinato punto a terra ogni 16 millisecondi. All’aperto e dentro casa, vola fino a una velocità di 18 km/h, ed è uno dei quadricotteri più stabili tra quelli delle sue dimensioni, può essere controllato fino a 20 metri di distanza e la batteria ricaricabile incorporata dura circa 6 minuti.

    CORSI ONLINE PER DIVENTARE PILOTA DI DRONI

    Vista l'obbligatorietà del diploma, ora cominciano a nascere in tutta Italia scuole di pilotaggio per DRONI.
    I candidati potranno seguire il primo corso teorico in modo classico, con lezioni presso aviosuperfici e piccoli aeroporti, sia per corrispondenza da scuole che organizzano corsi via internet tramite una virtual classroom via web. Noti negozi online di modellismo dinamico, stanno cominciando a organizzare questi corsi online per il pilotaggio dei droni .
    Le proposte formative devono rispettare il recente Regolamento emesso dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) riguardo ai cosiddetti aeromobili a pilotaggio remoto (APR) e prevedere il rilascio del “certificato di competenza” teorica del pilota e degli “attestati di capacità” da parte del costruttore a gestire uno specifico modello di APR.
    Per informazioni o iscrizioni, sulle scuole di pilotaggio per DRONI basta cercare su Google "CORSI ONLINE PER DIVENTARE PILOTA DI DRONI".


    I DRONI GIOCATTOLO

    UN QUADRICOTTERO CON LE RUOTE CHE SI COMANDA CON LO SMARTPHONE.
    I droni giocattolo in breve tempo si stanno conquistando il primato assoluto tra tutti i giocattoli telecomandati. Stiamo parlando, per esempio del nuovo Parrot Rolling Spider, un minidrone che non fa né più né meno di quello che dice ruzzolare e volare grazie all’ausilio di uno smartphone o di un tablet al costo di soli 99 euro.
    DRONE GIOCATTOLO Si tratta della versione light del Parrot AR Drone , il primo e popolarissimo quadricottero costruito dall’azienda francese.
    Un drone alleggerito costruito sulla base di due elementi portanti: un blocco centrale (il quadricottero appunto) e una coppia di ruote sorrette da un’asse in fibra di carbonio. Se il primo rappresenta il cuore del minidrone, con le quattro eliche e la fotocamera integrata per le riprese, le ruote conferiscono stabilità al volo, e gli consentono di muoversi come un mezzo di terra rotolandosi sul pavimento e arrampicandosi sulle pareti.
    Per saperne di più e vederlo in azione, guarda il filmato sul sito di: Panorama.it.


    I DRONI MILITARI

    Annunciato dalla Merkell, il progetto che coinvolge Italia, Francia e Germania, mira ad affrancare i principali Paesi europei dalla dipendenza tecnologica in un settore sensibile per la difesa e l'intelligence come quello della produzione di droni, infatti attualmente i principali Paesi europei dipendono tecnologicamente, in questo campo, dagli Usa o Israele.
    Diventeremo indipendenti nella gestione delle informazioni per aiutare le rispettive polizie e l'intelligence. "Chi ha le immagini, ha il controllo e il potere"' sulle informazioni, ha commentato Hollande.
    In effetti non si parla dei piccoli droni muniti di telecamera, che ormai sono in vendita in tutti i negozi di aeromodellismo, ma di macchine in grado di volare molte ore, comandate da terra, silenziose e munite di potenti telecamere che potrebbero sostituire con vantaggio i più costosi elicotteri a disposizione della polizia.
    In effetti l'utilizzo di droni per usi militari è ormai consolidato e può essere esteso anche per applicazioni civili, come per esempio in operazioni di prevenzione incendi, per usi di sicurezza non militari, per sorveglianza di oleodotti, e per finalità di telerilevamento e ricerca e, più in generale, in tutti i casi in cui tali sistemi possano consentire l'esecuzione di missioni "noiose, sporche e pericolose" (dull, dirty and dangerous) spesso con costi minori rispetto ai velivoli tradizionali.

    DRONI MILITARI COSTRUITI IN ITALIA



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